Articolo garbatella Stampa

18 febbraio 1920. Vittorio Emanuele III posa la prima pietra del quartiere Garbatella a Piazza Benedetto Brin. Questa è l’iscrizione: “ Per la mano augusta di S.M. il Re Vittorio Emanuele III l'Ente autonomo per lo sviluppo marittimo e industriale e l'Istituto delle case popolari di Roma con la collaborazione delle cooperative di lavoro ad offrire quieta e sana

stanza agli artefici del rinascimento economico della capitale. Questo aprico quartiere fondano oggi. XVIII Febbraio MCMXX.»

Il Re definiva “aprico” il quartiere della Garbatella, quindi aperto, esposto al sole. Per noi la Garbatella è un quartiere storico. Storico perché i suoi palazzi, le sue strade, i suoi monumenti, le persone che ancora vi abitano portano con sé tante storie e altrettanta storia. La storia fantasiosa di Garbata Ostella, forse un’ostessa, forse Carlotta, molto, troppo garbata con i suoi clienti: Garbata Ostella, sincopato in Garbatella. La storia del progetto di Paolo Orlando, ingegnere: Orlando immaginava un canale navigabile in arrivo direttamente dal mare con un porto nei pressi della Basilica di San Paolo fuori le mura. Ed ecco perché alla Garbatella tante strade hanno i nomi di uomini di mare. Le storie delle case nello stile Barocchetto voluto da Gustavo Giovannoni, Innocenzo Sabbatini e Costantino Costantini, Marcello Piacentini e altri ancora. Barocchetto perché le decorazioni di queste case ricordano figure ripensate dal lungo e lontano medioevo: animali fantastici, fregi, modanature, cornici e via raccontando. Le storie della gente della Garbatella, i Garbanti: sornioni, tranquilli, a centellinare il secondo che passa, fuori dai bar un tempo osterie.

I Garbanti, vagamente stupiti, ma non troppo, quando hanno visto il loro quartiere (nato operaio) trasformarsi in un set cinematografico per il “Comune senso del pudore”, per “Caro Diario”, per “Bianca”, per “I Cesaroni”. La Garbatella è la storia della lingua italiana: quasi sconosciuto, nella basilica delle Catacombe di Comodilla, un graffito dice: non dicere ille secrita a bboce. E’ un graffito antico di milleduencento anni, graffiato nel IX secolo sull’intonaco dalla mano di un sacerdote anonimo per invitare i colleghi sacerdoti a non dire a voce alta la parte “segreta” della messa. La nostra Garbatella conserva così sotto terra una dei più antichi documenti della lingua italiana. Novanta anni di storia e di Storie. Buon compleanno Garba (ta-os) tella.  

Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Dicembre 2010 11:48